Fondazione don Primo Mazzolari


 

La missione di Ivrea , indetta da monsignor Paolo Rostagno, si tenne dal 20 al 25 ottobre 1958. La predicazione, al quale fu invitato don Primo Mazzolari, fu strutturata in due cicli: il primo ebbe come scenario il Teatro Giacosa; il secondo fu sviluppato nella cornice della Cattedrale dedicata a Maria Assunta.
A cura di Paolo Trionfini
Prefazione di monsignor Luigi Bettazzi

Ed EDB Edizioni Dehoniane Bologna 2020

Le pagine qui raccontate contribuiscono alla ricostruzione del pensiero di un prete scomodo a lungo incompreso. Nelle sue riflessioni sul sacramento della confessione, sulla povertà, la guerra, la famiglia, le opere di Antonio Rosmini, il laicato, la giustizia, emerge la passione riformatrice di don Primo Mazzolari,progressivamente diventato, molti anni dopo la sua morte, un punto di riferimento per il Concilio Vaticano II e per il rinnovamento della Chiesa del XXI secolo.
A cura di Giorgio Campanini

Ed. Morcelliana 2019

Il libro si sofferma su alcuni aspetti di quell’immane dramma che fu la Prima guerra mondiale, su quel che successe dopo e non durante il confitto,sul legame tra l’esperienza religiosa e la metabolizzazione di quanto accaduto. In questo senso, la Chiesa italiana svolse un suo percorso particolare nella considerazione del rapporto tra fede e morte per la Patria, accompagnato dal travaglio interiore del clero, massicciamente sottratto0 alla propria attività pastorale ordinaria.
A cura di Giorgio Vecchio

Ed. Morcelliana 2019

L’incessante confronto di don Primo Mazzolari con la Scrittura, e in particolare con il vangelo, ne è chiaro esempio proprio Zaccheo, dove gli insistenti richiami alla parabola del figlio”perduto e ritrovato” vengono quasi a intessere il fondale su cui si svolge e si illumina l’episodio del capo dei pubblicani di Gerico.
Edizione Critica a cura di Mario Gnocchi

Ed.EDB Edizione Dehoniane Bologna 2019

12 Gennaio 2020 – Come ogni anno in occasione dell’anniversario della nascita di don Primo Mazzolari, avvenuta il 13 gennaio 1890, un gruppo di Associazioni cremonesi ha fatto visita alla cascina di San Colombano del Boschetto, luogo di nascita del sacerdote cremonese. Quest’anno a differenza degli anni precedenti si è avuto una numerosa presenza di partecipanti all’incontro di riflessione, oltre settanta persone, sul pensiero pacifista integrale di don Primo con l’invito a riscoprire la propria umanità nel terribile momento in cui il mondo appare in balia di una guerra mondiale. Partendo dal piazzale della chiesa di S. Maria Annunciata, parrocchia di origine della famiglia Mazzolari, dove il piccolo Primo fu battezzato, il corteo ha raggiunto la vicina cascina di San Colombano, luogo natale del sacerdote, dove si è svolto il momento di riflessione con interventi di don Antonio Agnelli, don Mario Aldighieri, Giuseppe Torchio e Marco Pezzoni che al termine dell’incontro ha ricordato che c’è la ricetta per un mondo che scelga di riscoprire e testimoniare con i fatti la propria umanità: nel segno di un rifiuto totale della guerra che nel volume “Tu non uccidere” trovò fin dal 1955 il suo manifesto avanzatissimo e compiuto, la base di una delegittimazione anche teologica per qualsiasi pretesa di guerra “giusta”. L’evento è stato promosso dalla Tavola della pace di Cremona in collaborazione insieme a Forum delle Idee (rete ASVIS, Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile), ACLI provinciali, Pax Christi, Forum per la pace e il diritto dei popoli “Primo Mazzolari”, Cremona nel mondo, Movimento Federalista Europeo. All’incontro era presente una delegazione della comunità Pakistana di Cremona.

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