Fondazione don Primo Mazzolari


 

Sabato 10 Aprile ore 16.00 online
Presentazione del libro “Primo Mazzolari, Guido Astori «Ho bisogno di amicizia»”

Nel libro vi sono raccolte le lettere tra don Mazzolari e don Astori, amici fin dai primi anni del seminario. Si tratta di un’occasione per mettere in luce un aspetto importante dell’umanità di don Primo e per ripercorrere un piccolo tratto della storia del clero cremonese nella prima metà del ‘900.
Link: https://www.youtube.com/watch?v=FI-nnz-0lwI

Domenica 11 Aprile ore 17.00 presso Chiesa di San Pietro Apostolo in Bozzolo
Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Marco Busca Vescovo di Mantova, concelebrano S.E. Mons. Antonio Napolioni Vescovo di Cremona e i sacerdoti della Zona Pastorale 5
Il rito sarà accompagnato dalla Schola Cantorum San Restituto di Bozzolo.

Le oltre trecento lettere raccolte in questo libro aiutano ad approfondire la profonda amicizia tra don Primo Mazzolari e don Guido Astori. Compagni di ordinazione, i due preti lombardi condividono l’esperienza di cappellani militari nella prima guerra mondiale, prima di occuparsi di alcune parrocchie della diocesi di Cremona: Mazzolari a Cicognara e Bozzolo, nel mantovano, Astori a Bordolano, Casalbuttano e a Sant’Agata in città. Il volume mette a tema l’amicizia presbiterale, uno degli aspetti più interessanti ma anche poco sondati della spiritualità sacerdotale. È un tassello in più per approfondire la figura di don Primo, soprattutto nella ferialità delle sue amicizie e del suo impegno pastorale in parrocchia. I testi d’archivio riportati in appendice consentono di rileggere le parole con le quali Mazzolari parla dell’amico, presentandolo nel 1934 alla parrocchia di Casalbuttano e nel 1940 alla parrocchia cittadina di Sant’Agata, e di riscoprire il discorso funebre di don Astori al funerale di don Mazzolari, nell’aprile del 1959.

Dall’autunno del 1944 alla primavera del 1945 don Primo Mazzolari visse in clandestinità, rinchiuso in una stanza della propria canonica, nascosto dalle brigate nere che lo cercavano, convinti che egli fosse sui monti con i partigiani. Apparentemente segregato dal mondo, il parroco di Bozzolo mostra come sia possibile partecipare alle vicende umane in virtù di uno sguardo che non si lascia distrarre dalle parole altisonanti che risuonavano a quel tempo. Uno sguardo capace di fermarsi sulla quotidianità per restituirci tutto lo spessore dell’umanità perduta. Anche in questo scritto ritorna il tema dei «lontani», centrale nella prospettiva religiosa di don Primo, che tuttavia non si comprenderebbe senza la pregnanza delle immagini create dalla poetica mazzolariana. Bisogna lasciar parlare i lontani ma, perché ciò avvenga, bisogna, prima di tutto, saperli ascoltare.

A cura di Ildebrando Bruno Volpi e Enrico Garlaschelli EDB Edizioni Deoniane Bologna 2020

Antonio Sartori (1904-1989), maresciallo dei carabinieri a Bozzolo Mantovano, condivide lo spirito e l’impegno nella Resistenza con il parroco don Primo Mazzolari, pagando con la deportazione in fedeltà degli ordini ricevuti di stare, per il loro bene, solo dalla parte dei cittadini. Questa scelta ha dietro le spalle una lunga serie di prove dalla famiglia di origine e di quella che poi ha formato. Tutti istriani, hanno conosciuto l’esodo forzato dalla terra in cui erano vissuti per generazioni. Sotto l’Impero asburgico hanno patito la tragedia della Grande Guerra, lo sfollamento di massa. Antonio sedicenne se vede portar via dalla pandemia Spagnola tutta la famiglia meno un fratellino, di cui si assume la responsabilità, decidendo nel 1922 di arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri. Dopo l’assegnazione dell’Istria al Regno d’Italia, il governo di Roma, con l’avvento del fascismo esaspera in quelle terre di confine il conflitto fra etnie slave e istroveneta fino a determinare, con la Seconda Guerra la tragedia delle foibe e dell’esodo. Sartori parte volontario per l’Etiopia e vi rimane per tutta la campagna d’Africa Orientale (1936-1939); subito dopo viene inviato in Albania. Di ritorno può finalmente sposarsi, avere dei figli. Ma la pace è ancora lontana. La deportazione in un lager del Nord Europa, il lento recupero della salute ritardano il suo rientro in famiglia, mentre per i parenti istriani si prospetta la vie dell’esodo verso l’Italia. L’intreccio di vicende personali e famigliari con la storia della terra sul confine orientale trovano risonanza nel mondo degli affetti dell’autore: la mamma rivive episodi drammatici dell’infanzia incrociandone di nuovi; la nonna, chiusa nel suo ultimo silenzio, sembra ancora sussurrare quello che non si può dimenticare.

Nel ricordo della nascita di don Primo Mazzolari

DON PRIMO FRATELLO DI TUTTI

L’Enciclica di Papa Francesco nella prospettiva mazzolariana

Link: https://youtu.be/kEBmJ8TSjY0

Incontro online nel ricordo della nascita di don Primo Mazzolari, organizzato da Comune di Cremona e Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo. Interviene don Cesare Pagazzi, teologo e membro del Comitato scientifico della Fondazione “Don Primo Mazzolari”.

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