Mazzolari – La chiesa del novecento e l’universo femminile

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Atti del convegno dell’aprile 2004 a cura di:

Giorgio Vecchio

Scritti di:

Giuseppe Battelli, Bruna Boschini Camaiani, Lucia Ceci, Roberta Fossati, don Giuseppe Giussani, Mariangela Maraviglia, Marta Margotti, Giorgio Vecchio.

Tra le carte lasciate da don Primo Mazzolari stanno centinaia e centinaia di lettere scrittegli da donne delle più diverse condizioni: sposate e nubili, laiche e religiose, colte e incolte, aristocratiche, borghesi o “popolane”. In vari casi si tratta di una fitta corrispondenza, durata per decenni, che aiuta non solo a percepire le capacità di ascolto e di comprensione del parroco di Bozzolo, ma anche ad accostarsi alla spiritualità, alle anse e alle speranze di tante donne del Novecento. Così la possibilità di approfondire la conoscenza della biografia di don Mazzolari si abbina a quella di esaminare più da vicino un universo femminile quanto mai variegato e avvincente.

Partendo da una prima analisi di quelle lettere, questo libro – che contiene le relazioni presentate al convegno indetto dalla Fondazione don Primo Mazzolari nell’aprile del 2004 – offre l’opportunità di conoscere donne di grande rilievo, ancorché sconosciute al grande pubblico, tra le quali le milanesi Sofia Rebuschini Vaggi, e Maria Tschuor De Giorgi, la perugina Vittoria Fabrizi De’ Biani, la maestra cremonese Prima Zaniboni, la torinese Maria Barbano,  la mantovana bozzolese Maria Traldi Nardi. Per non parlare, poi, delle donne che fecero parte della famiglia di don Primo (la madre, le sorelle, la zia), nonché di “Sorella Maria” (Valeria Pignetti), ispiratrice del minuscolo eremo francescano di Campello sul Clitunno, o delle suore polacche che con don Mazzolari conobbe nel tempo del suo servizio come cappellano militare in Alta Slesia.

Il libro inquadra tutte queste figure in un contesto più ampio, offrendo anche ricche riflessioni sul concetto di donna che la Chiesa si fece e diffuse nel corso della prima metà del Novecento: diversi contributi analizzano in profondità gli orientamenti prevalenti entro l’istituzione ecclesiastica e le principali riviste cattoliche, tanto “ufficiali” quanto di “frontiera”. Né manca, naturalmente, l’esame del modello femminile fatto proprio da don Primo e manifestato attraverso i suoi vari scritti.

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