Lettere al mio Parroco

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Presentazione di

Aldo Bergamaschi

 

«I “pareri di Perpetua” sono buoni quando il parroco è… don Abbondio. Occorre salvare il presbiterio calla cinta che talvolta i piccoli fedeli gli alzano intorno e che il parroco, scambiandola forse per un argine, accetta con riconoscenza. Il mio parroco, per difendersi da un mondo diverso e ostile, si è tagliato fuori dalle grandi correnti della vita. Isolandosi, ah pure isolato il “pusillus grex”, divenuto, a somiglianza del pastore, timido e scontroso.

Per uscire da quell’isolamento occorre un laicato che veramente collabori e un parroco pronto ad accoglierne in pieno l’opera».

Lettere al mio parroco è la finzione con cui don Mazzolari si mette «dall’atra parte». Si immedesima in quello che un laico vede e patisce frequentando la chiesa; e dice per lettera i problemi della parrocchia, cioè del parroco e della gente.

 

 

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