La Parola che non passa

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Questi Vangeli domenicali anteriori alla riforma liturgica post-conciliare, contengono le conquiste «teologiche» di almeno quattro opere di Primo Mazzolari: La più bella avventura, Il Samaritano, Tempo di credere, Impegno con Cristo; segnano, in ogni caso, un momento significante della sua ecclesiologia. Sono scritti per i parrocchiani di «fuori» più che per i parrocchiani di Bozzolo; e per dare loro, del cristianesimo, un’idea diversa da quella offerta dalla sua immagine storica.

Le tematiche riguardano tutti i problemi posti dal cristianesimo nell’impatto con il divenire storico e ben lungi dall’essere risolti. Ma la tematica che tutte le riassume e la critica al cristianesimo reale, ossia il tentativo, indiretto, di rifondare l’ecclesiologia.

Siamo di fronte ad un esame di coscienza fatto all’interno di una Chiesa che oggi, come sempre, si trova a dover convivere, o ad allearsi, con sistemi politici lontani dal Vangelo; nel senso che sono essi i primi a considerarla un giocattolo sacro (grillo parlante) per decorare le architetture dei loro palazzi. Mentre dovrebbe essere il medium in quo conosciamo e attuiamo la verità di cui è portatrice e che contesta la storia in tutte le sue maschere; gettando a sfida non il guanto della concorrenza ideologica, come che sia esercitata, ma il suo guanto del martirio.

Prima pubblicazione 1954

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