Della fede

 

dellafede

 

Edizione critica a cura di

Mariangela Maraviglia

 

«Riguardo al libro di Mazzolari, mi hanno dato di lui Informazioni così impressionanti, che non desidero pronunciare a riguardo della sua dottrina giudizio alcuno. Mi si dice che faccia  parte d’un gruppo di modernisti ».

Queste allarmate e lapidarie parole inviate il 17 luglio 1943 dal cardinale Ildefonso Schuster al vescovo di Cremona Giovanni Cazzani pongono una pietra tombale sulla possibilita di pubblicare il saggio della Fede che don Mazzolari aveva da poco concluso, ma che potrà vedere la luce solo nel 1955.

Il vescovo Cazzani, in una Lettera al parroco di Bozzolo rinvenuta di recente è qui pubblicata per la prima volta, si mostra preoccupato per le reazioni che Il libro puo suscitare.

Della fede, infatti, possiede all’ennesima potenza lo stigma mazzolariano della parola che comunica le urgenze dell’animo. Il saggio prende le distanze da un cristianesimo conformista, dallo scambio tra princìpi e falsi privilegi – trasparente il rimando all’abbraccio «costoso» con il fascismo – e individua i possibili interlocutori nei «cercatori di ogni strada», che si sono liberati «dalle strutture libresche per rigustare il sapore di un discorso umano»  

 

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